Investire in Bitcoin e materie prime, quali rischi?

Le criptovalute non sono molto usate come merce di scambio e hanno caratteristiche simili alle materie prime, ma hanno anche gli stessi rischi di investimento?

Crypto e materie prime, differenze e similitudini

La storia del criptovalute è piuttosto affascinante. La prima di queste ad affermarsi, i Bitcoin, fece la propria comparsa in un forum di appassionati di informatica, introdotte da un utente che si faceva chiamare con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. All’inizio l’idea prese piede solamente in piccoli forum online di settore, persone che condividevano ideali politici che fondevano un’idea economica ultra liberale con l’anarchia e il token valeva pochi centesimi di dollaro. Ad oggi, i BTC e le altre criptomonete che nel corso degli anni si sono affiancate, hanno una capitalizzazione complessiva che si aggira sui 50 miliardi di dollari. Beati coloro che hanno speso pochi dollari per poi ritrovarsi milionari con un bene intangibile che non esiste nella vita reale. Ma i detrattori/economisti non si stancano mai di affermare che si sta assistendo solamente a una bolla speculativa. Eppure, in molti stanno considerando di investire.

Cosa sono i commodities

Sfortunatamente, vista la portata mondiale che il fenomeno ha raggiunto, difficilmente oggi un trader acquisterà per pochi di centesimi delle monete virtuali destinate a moltiplicare il proprio valore in modo esponenziale. Per accedere a un tipo di investimento del genere ci vorrebbe, oltre che un discreto intuito, la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Per carità, potrebbe anche succedere, visto che giorno dopo giorno nascono nuove crypto, ma il rischio truffa è sempre in agguato . Del resto, è considerata una vera e propria classe di investimento a tutti gli effetti, tanto che anche molte banche le hanno inserite all’interno della propria rosa di asset e anno le proprie quotazioni, come si può visionare su questo grafico in tempo reale. Eppure, anche se sono dei beni volatili e che esistono solo virtualmente, essi sono da considerare come un investimento in materie prime o commodities, più che un investimento valutario. Per commodities si definiscono tutte le materie prime al grezzo, quindi l’oro, l’argento, il palladio, il petrolio, i diamanti, il cotone, lo zucchero, il caffè, il grano, la soia e altre che devono attraversare processi di lavorazione industriale per produrre beni di consumo. Di solito, sono concatenati tra loro: per esempio, il prezzo dei carburanti, quindi petrolio e benzina, influisce su quello dello zucchero perché impiegato anch’esso in biocombustibili, oltre ad altre variabili ( periodo di semina, crescita e raccolta).

Meglio Bitcoin o Commodities?

Investire sulle materie prime ha storicamente rappresentato un investimento interessante specie durante periodi di forte instabilità dei mercati. Tuttavia, negli ultimi anni, il clima di crescente fiducia sul mercato azionario dei paesi sviluppati ha sfavorito questo mercato di investimento e incentivato quelli su asset ad alto rischio. Il 2013 in particolare è stato il terzo anno in cui le materie prime hanno reso meno dei mercati azionari dei paesi sviluppati, dopo aver rappresentato a lungo una valida alternativa ad un decennio negativo per le azioni. Ciò non toglie che le materie prime rappresentino sempre una valida opportunità e che la loro esposizione al mercato, venga introdotta nei portafogli d’investimento per offrire una diversificazione dai mercati monetari, dalle obbligazioni e dalle azioni e una sorta di polizza di assicurazione per eventi estremi, come una guerra, ad esempio, o per quando scoppierà la decantata bolla speculativa dei Bitcoin. L’investimento in moneta digitale è ad alto rischio per l’elevata volatilità, ma servono conoscenze specialistiche per investire col successo in questo asset. A questo proposito, meglio tenere d’occhio il valore delle crypto tramite un grafico in tempo reale per limitare le perdite di capitale.

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