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Italia cashless, i pagamenti digitali si concentrano nel settore ristorazione

29/01/2026

Italia cashless, i pagamenti digitali si concentrano nel settore ristorazione

L'Italia inizia a diventare protagonista della rivoluzione cashless, come si intuisce analizzando i dati. Nel 2025 i pagamenti digitali nella Penisola hanno registrato un aumento complessivo del 27,5% rispetto al 2024, mostrando una concentrazione importante nel settore della ristorazione: quest'ultimo, da solo, raccoglie infatti il 47% delle transazioni cashless nazionali. Questo dato indica un cambiamento strutturale nelle abitudini di consumo, e riflette una maggiore familiarità con gli strumenti elettronici che ridisegnano la gestione della spesa quotidiana. La crescita coinvolge tutto il Paese, ma assume un'intensità diversa da città a città, delineando una mappa precisa del nuovo comportamento finanziario degli italiani.

Gli italiani al ristorante senza contanti

Nel settore della ristorazione la diffusione dei pagamenti digitali avanza sempre di più, coinvolgendo ristoranti, bar e negozi alimentari. I ristoranti rappresentano il 21,3% del totale delle transazioni senza contanti, i bar raggiungono il 15,6% e gli esercizi alimentari il 12,3%.

Queste percentuali mostrano un radicamento profondo del cashless nelle attività a maggior frequenza di visita e confermano che la spesa dedicata al cibo resta il motore principale della transizione digitale dei pagamenti. Il valore dello scontrino medio, che scende a 31,8 euro con una riduzione del 6,9%, suggerisce un'altra informazione fondamentale: il ricorso alle carte di credito come quelle proposte da Nexi, e ai wallet elettronici, non riguarda solo le spese più consistenti ma coinvolge anche gli acquisti con un importo basso.

Milano si posiziona come la città con il numero più elevato di transazioni digitali. Il contesto urbano e la forte presenza delle attività commerciali favoriscono infatti l’adozione degli strumenti elettronici. Senza dimenticare, poi, che l’offerta tecnologica e la competitività del settore dei servizi spingono gli esercenti e i consumatori verso delle soluzioni rapide e tracciabili. Il capoluogo lombardo consolida così il proprio ruolo di riferimento nazionale per la diffusione dei pagamenti innovativi e smart, favorendo l'abbandono del contante.

Gli altri dati, città per città

La spesa nei bar trova invece il suo epicentro ad Aosta, che registra il 34,2% delle transazioni digitali del comparto. Questo dato indica una familiarità oramai consolidata con gli strumenti cashless nei consumi quotidiani, e segnala un’accelerazione impattante anche nei territori più piccoli.

Venezia domina nei fast food con una quota del 14,9%, confermando l’impatto dei flussi turistici e la necessità di garantire sia la rapidità sia la sicurezza nelle transazioni. Napoli spicca nel comparto dei negozi alimentari, con il 19,7% dei pagamenti digitali, mentre Trento raggiunge il 10% nelle spese legate a cinema e concerti, segnalando un utilizzo crescente del cashless nel tempo libero. Trieste, infine, raggiunge il 13% nelle transazioni digitali dei taxi e mostra un adeguamento del settore dei trasporti alle nuove esigenze dei passeggeri.

La crescita non riguarda solo le grandi città ma si estende anche ai capoluoghi più piccoli. Campobasso ottiene la crescita più importante a livello nazionale, con un incremento del 157,3% delle transazioni digitali. Ancona cresce del 105% e Catanzaro del 70,7%, il che conferma ancora una volta un fatto: l’adozione dei pagamenti elettronici non segue più una logica legata esclusivamente alle metropoli del Belpaese. Infine, ecco il settore del delivery e dei fast food, con una crescita superiore al 20%.