Crowfunding in cripto moneta, la Cina mette il bavaglio al Bitcoin

By | 11 settembre 2017

Le criptovalute sono ‘una minaccia per l’ordine economico e finanziario’. A dichiararlo è stata la banca centrale della Repubblica Popolare Cinese che, su queste basi, ha deciso di vietare sulle monete virtuali le ICO, ovverosia le cosiddette Initial coin offering. Sul mercato delle monete virtuali decentralizzate il Bitcoin ha subito accusato il colpo perdendo in un solo giorno oltre il 10% del suo valore di mercato che nei giorni scorsi, su alcune piattaforme, aveva superato la soglia dei 5.000 dollari.

La decisione della banca centrale cinese non ha però causato quel crollo che i detrattori del Bitcoin si aspettavano. I prezzi di mercato della criptovaluta si sono infatti stabilizzati sebbene, tra Bitcoin Code ed Ico non proprio trasparenti sulle monete virtuali qualche rischio gli investitori lo corrono considerando l’assenza di regolamentazione da parte di una qualche autorità istituzionale.

Approfondendo la decisione della Cina, lo stop al crowfunding in cripto moneta in realtà mira a frenare l’esportazione di capitali all’estero, e per questo le Ico sono state bollate dalla banca centrale della Repubblica Popolare come un meccanismo di finanziamento non solo non regolamentato, ma ora anche illegale e quindi vietato. La Cina, pur tuttavia, non può arrestare da sola l’ascesa delle criptovalute considerando il fatto che in tanti altri Paesi del mondo ad oggi non ci sono restrizioni sull’uso del blockchain, ovverosia del sistema che sta al di sotto delle monete virtuali decentralizzate.

Inoltre, sulla decisione della Repubblica Popolare Cinese c’è anche da dire che questa per certi versi sembra essere pretestuosa in quanto per avere il controllo sulle monete virtuali potrebbe crearne una propria. La nuova moneta virtuale avrebbe addirittura già un nome,  bityuan, con dei test di prova che sarebbero stati già effettuati nei mesi scorsi in accordo con quanto è stato rivelato dall’agenzia di stampa internazionale Bloomberg.

Indipendentemente dalle decisioni prese dai singoli Paesi, per il Bitcoin e per le altre criptovalute al momento non c’è alcun segnale di allarme anche perché già da tempo le quotazioni delle monete virtuali sono soggette a picchi di volatilità ed a fluttuazioni che, in ogni caso, continueranno anche nei prossimi mesi. In altre parole per le criptovalute il contesto di mercato resta attrattivo ma comunque rischioso in quanto il trading in Bitcoin è in ogni caso una forma di investimento di tipo speculativo.

Parlare per le criptovalute di crollo imminente, di scoppio della bolla, o al contrario di un forte rialzo che è destinato a durare, è un puro esperimento giornalistico in quanto l’andamento di mercato per il Bitcoin, per l’Ethereum e per le altre monete virtuali, dipende da fattori che non sono solamente di natura speculativa, ma anche legati al movimento di quei capitali da allocare con l’obiettivo di guadagnare in tempi brevi assumendosi il corrispondente rischio.

Quel che è certo è che mai come in questo momento è stata alta l’attenzione mediatica sul Bitcoin, e sulle altre criptovalute, da parte dei media di tutto il mondo ed in particolar modo da parte della stampa finanziaria specializzata. Così come, fin dalla loro creazione, con le monete virtuali decentralizzate si può guadagnare molto, ma si può anche perdere molto ragion per cui operare sempre con prudenza è d’obbligo.

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